Da due a quattro mesi di arresto e multe fino a 7.500 euro circa: ecco cosa rischiano i datori di lavoro,

Da due a quattro mesi di arresto e multe fino a 7.500 euro circa: ecco cosa rischiano i datori di lavoro, dal 7 aprile 2026, se non trasmetteranno l’informativa scritta, ai dipendenti in smart working e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, riguardante gli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. È una delle novità della legge annuale sulle piccole e medie imprese (L. n. 34/2026), che ha reso perentorio un obbligo già previsto dall’articolo 22 della Legge n. 81/2017, introducendo un regime sanzionatorio.
A fare il punto è la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro nell’ultimo approfondimento “Lavoro agile e sicurezza: cosa cambia con la nuova legge sulle pmi”, che evidenzia come l’intervento normativo si inserisca nel più ampio processo di adattamento della disciplina della sicurezza alle trasformazioni del lavoro. In particolare, la norma rafforza il ruolo dell’informativa scritta – da fornire almeno annualmente – quale strumento centrale per garantire la tutela della salute e sicurezza nei contesti diversi dai locali aziendali, dove il controllo diretto del datore di lavoro è limitato.
L’informativa dovrà indicare i rischi generali e specifici connessi alla modalità di lavoro agile, con particolare attenzione all’utilizzo dei videoterminali e ai rischi correlati, come affaticamento visivo, problematiche posturali e stress lavoro-correlato. L’approfondimento dei consulenti del lavoro sottolinea che l’art. 22 della Legge n. 81/2017, il quale sancisce l’obbligo, in capo al datore di lavoro, di garantire la tutela della salute e della sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in modalità agile.




