EGITTO E TURCHIA SOTTOLINEANO L’IMPORTANZA DELLA DE-ESCALATION IN YEMEN E RESPINGONO AZIONI UNILATERALI

EGITTO E TURCHIA SOTTOLINEANO L’IMPORTANZA DELLA DE-ESCALATION IN YEMEN E RESPINGONO AZIONI UNILATERALI
di Noha Iraqi
IL CAIRO- Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdel-Aty ha condotto una fitta serie di consultazioni diplomatiche telefoniche con i suoi omologhi di Turchia, dei Paesi del Golfo e di alcuni Stati islamici, concentrandosi sugli sviluppi in Yemen, sulla situazione nella Striscia di Gaza e sulle dinamiche di sicurezza nel Corno d’Africa.
Dialogo egiziano-turco
Nel corso di una telefonata con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, Abdel-Aty ha affrontato i principali dossier regionali, ribadendo la necessità di ridurre le tensioni in Yemen, respingendo qualsiasi azione unilaterale e sottolineando l’importanza del dialogo politico come unica via per garantire sicurezza e stabilità al popolo yemenita.
Secondo una dichiarazione del Ministero degli Esteri egiziano, i due ministri hanno inoltre esaminato i preparativi per la seconda riunione del Consiglio di Cooperazione Strategica ad Alto Livello, che sarà presieduta dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e dal presidente turco Recep Tayyip Erdoğan nel primo trimestre del 2026. Abdel-Aty ha evidenziato l’importanza di questo incontro per rafforzare il partenariato bilaterale, in particolare nei settori economico, commerciale e degli investimenti.
Gaza e il cessate il fuoco
Soffermandosi sulla situazione a Gaza, definita caratterizzata da “tragiche condizioni umanitarie”, il ministro egiziano ha sottolineato la necessità di consolidare il cessate il fuoco e di procedere con l’attuazione della seconda fase dell’accordo di pace di Sharm el-Sheikh. Abdel-Aty ha ribadito l’urgenza di garantire un accesso senza ostacoli agli aiuti umanitari, avviare una rapida ripresa e ricostruzione e respingere qualsiasi misura che possa compromettere l’unità dei territori palestinesi, incluse le continue violazioni israeliane in Cisgiordania.
Consultazioni con i Paesi del Golfo e islamici
Parallelamente, Abdel-Aty ha tenuto colloqui telefonici con il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr bin Hamad Al-Busaidi, con il ministro degli Esteri del Kuwait, Abdullah Al-Yahya, con il vice primo ministro e ministro degli Esteri del Pakistan, Muhammad Ishaq Dar, e nuovamente con il suo omologo turco.
I colloqui hanno riguardato non solo lo Yemen e Gaza, ma anche il Corno d’Africa e il dossier nucleare iraniano, sul quale Abdel-Aty ha sottolineato l’importanza di proseguire gli sforzi di de-escalation, rafforzare la fiducia reciproca e creare le condizioni per una reale ripresa del dialogo diplomatico, con l’obiettivo di un accordo globale che garantisca sicurezza e stabilità regionale.
Corno d’Africa e Somaliland
Per quanto riguarda il Corno d’Africa, l’Egitto e la Turchia hanno espresso un totale rifiuto del riconoscimento israeliano del cosiddetto Somaliland, definendolo una flagrante violazione dei principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, nonché un atto che mina le fondamenta della pace e della sicurezza regionale e internazionale. I due ministri hanno ribadito il loro sostegno all’unità, alla sovranità e all’integrità territoriale della Somalia, posizione condivisa anche dall’Organizzazione per la Cooperazione Islamica e dai Paesi della regione.
La linea del Cairo
Nel complesso, le consultazioni confermano la linea diplomatica del Cairo, incentrata sulla de-escalation dei conflitti, sul rifiuto di azioni unilaterali e sulla promozione di soluzioni politiche inclusive, nel tentativo di preservare la stabilità regionale e tutelare gli interessi dei popoli del Medio Oriente e del mondo arabo in una fase caratterizzata da profonde e complesse sfide geopolitiche.
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